Depressione
Il disturbo depressivo può manifestarsi con una grande eterogeneità di forme cliniche. Quello che si evidenzia è la presenza di sintomi che si sovrappongono nelle varie diagnosi, ad ogni modo resta importante determinare delle categorie diagnostiche che consentano di definire le varie forme cliniche e subcliniche. In particolare i sostenitori della prospettiva categoriale ritengono che i vari disturbi siano qualitativamente differenti e quindi presentino caratteristiche specifiche .AI contrario i sostenitori della prospettiva dimensionale sostengono che la depressione si manifesti all’interno di un continuum che va da un normale umore depresso, all’episodio depressivo minore, al disturbo depressivo maggiore. Tale tesi è avvalorata dalla difficoltà di effettuare una diagnosi dei vari sottotipi di depressione e anche dall’elevata comorbilità tra la depressione ed altri disturbi. Sembra inoltre che la differenza tra i vari tipi di depressione sia dovuta principalmente ad una maggiore intensità o gravità del sintomo più che alla sua natura specifica.
L’approccio Cognitivo predilige la prospettiva dimensionale, ritenendo che al di là della variabilità e della combinazione dei sintomi manifestati, alla base della depressione esistano lo stesso tipo di disfunzioni cognitive.
Secondo i criteri del DSM IV, si può effettuare questo tipo dio diagnosi solo se è presente un episodio depressivo maggiore e se non si sono mai verificati episodi maniacali, ipomaniacali o misti.
Per poter effettuare diagnosi di episodio depressivo maggiore devono essere presenti almeno 5 dei seguenti sintomi ( di cui almeno uno relativo all’umore depresso o alla perdita di interesse e piacere per le consuete attività ), per un periodo di 2 settimane:
- umore depresso per la maggior parte del giorno e quasi ogni giorno
- marcata diminuzione di interesse o di piacere per tutte, o quasi, le attivitÃ
- insonnia o ipersonnia
- agitazione o rallentamento psicomotorio
- faticabilità o mancanza di energie
- sentimenti di autosvalutazione o di colpa eccessivi
- ridotta capacità di pensiero, di concentrazione o indecisione
- pensieri ricorrenti di morte o tentativi di suicidio o ideazione suicidaria
Tali sintomi devono causare disagio clinicamente significativo o compromissione del funzionamento sociale, lavorativo o di altre aree importanti.
Disturbo Distimico
Rappresenta una condizione depressiva non grave ma prolungata e ad andamento cronico.
Si caratterizza per la presenza, quasi tutti i giorni e per un periodo di almeno 2 anni di umore depresso e almeno 2 dei seguenti sintomi:
- scarso appetito o iperfagia
- insonnia o ipersonnia
- scarsa energia o astenia
- bassa autostima
- difficoltà di concentrazione o indecisione
- sentimenti di disperazione
Non devono essere presenti periodi asintomatici per più di 2 mesi consecutivi.
Disturbo Depressivo Minore
E’ caratterizzato da una alterazione dell’umore, dagli stessi sintomi dell’episodio depressivo maggiore e dalla stessa durata. La diagnosi può essere effettuata anche in presenza di due soli sintomi e con una minore compromissione del funzionamento.
Disturbo Ansioso – Depressivo Misto
E’ caratterizzato da umore disforico persistente della durata di almeno un mese, accompagnato da almeno 4 dei seguenti sintomi:
- difficoltà di concentrazione
- alterazione del sonno
- affaticamento o mancanza di energia
- irritabilitÃ
- preoccupazione
- facilità al pianto
- ipervigilanza
- previsioni negative
- disperazione
- bassa autostima o sentimenti di disprezzo di sé
Tali sintomi devono provocare disagio clinico significativo o compromissione del funzionamento sociale, lavorativo o di altre aree importanti della vita.
DISTURBI BIPOLARI
Per poter effettuare una diagnosi di Disturbo bipolare devono essere presenti nella storia clinica del paziente uno o più espisodi maniacali, ipomaniacali o misti. Per episodio maniacale si intende un periodo di almeno una settimana durante la quale l’umore è elevato, espansivo o irritabile in modo anormale e persistente, accompagnato da almeno 3 dei seguenti sintomi:
- autostima ipertrofica
- diminuito bisogno di sonno
- maggiore loquacitÃ
- fuga delle idee
- distraibilitÃ
- aumento dell’attività finalizzata o agitazione psicomotoria
- eccessivo coinvolgimento in attività ludiche potenzialmente dannose
Tali sintomi determinano una forte compromissione del funzionamento sociale, lavorativo e relazionale del paziente.
Per episodio ipomaniacale si intendono gli stessi criteri diagnostici dell’episodio maniacale, ma la durata è inferiore. Nell’episodio misto devono essere soddisfatti sia i criteri per l’episodio maniacale che quelli per l’episodio depressivo maggiore.
Disturbo Bipolare I
E’ caratterizzato dalla presenza di episodi maniacali o misti
Disturbo Bipolare II
E’ caratterizzato dalla presenza di episodi ipomaniacali
Disturbo Ciclotimico
Questo disturbo si caratterizza per la presenza di un’alterazione dell’umore cronica (almeno 2 anni) ad andamento fluttuante. Sono presenti numerosi periodi con sintomi ipomaniacali e numerosi periodi con sintomi depressivi



